MasterChef ad Assisi: la cucina in tv arriva in Piazza Chiesa Nuova

Martedì mattina chi è salito ad Assisi si è trovato davanti una scena insolita: due gazebo bianchi piantati nella piazzetta della Chiesa Nuova, banconi con il logo rosso e blu, fari, troupe in movimento e una piazza chiusa al traffico. La nota del Comune parlava genericamente di “riprese televisive”: il segreto di Pulcinella, però, era visibile a chiunque alzasse lo sguardo verso i banconi. È arrivato MasterChef.

Per due giorni le brigate del cooking show più conosciuto della tv italiana cucinano nel cuore della città di San Francesco, a pochi metri dalla Piazza del Comune. I colori delle squadre, il rosso e il blu del programma, finiscono per essere, quasi per caso, anche due dei colori che da sempre raccontano Assisi: il rosa caldo della pietra del Subasio nelle ore di luce, e il blu profondo del cielo umbro nelle giornate limpide.

Perché proprio la Chiesa Nuova

Chi conosce Assisi sa che la Chiesa Nuova non è una piazza qualsiasi. Si apre alle spalle della Piazza del Comune, scendendo verso via Sant’Agnese, ed è uno di quegli angoli che molti visitatori scoprono per caso, mentre cercano la Basilica o tornano verso l’auto. La chiesa fu costruita nel Seicento sopra quella che la tradizione indica come la casa natale di Francesco. Dentro si vedono ancora le strutture della bottega di Pietro di Bernardone, il padre del santo, e gli ambienti dove la famiglia viveva.

È un luogo simbolico ma defilato. Non ha la solennità della Basilica Superiore né l’apertura panoramica di Piazza del Comune. Ha però una scala umana che funziona benissimo per le riprese: la cupola seicentesca fa da fondale, le facciate in pietra incorniciano i banconi, la piazza è abbastanza ampia da contenere troupe e gazebi senza perdere il proprio carattere.

Non è la prima volta che il centro storico di Assisi viene scelto come set. La città è una vecchia conoscenza della tv e del cinema italiani: dai film su San Francesco a fiction recenti, fino agli speciali di viaggio e gastronomia. Quello che cambia ogni volta è l’angolatura. Stavolta la cornice è quella della cucina d’autore.

Basilica di San Francesco ad Assisi vista dalla loggia inferiore

La cucina umbra come ingrediente

Scegliere Assisi per un programma di cucina ha un senso che va oltre la cartolina. L’Umbria è una delle regioni italiane dove la cultura del cibo è rimasta più vicina alla terra. Il tartufo nero di Norcia, le lenticchie di Castelluccio, lo zafferano di Cascia, l’olio extravergine dei colli del Subasio, i vini del Sagrantino di Montefalco e del Grechetto: è una geografia gastronomica che si stringe in pochi chilometri attorno ad Assisi.

A cinque minuti dalla città si raccolgono ancora a mano le olive nei muretti a secco, e i frantoi del Subasio aprono ai visitatori in novembre per la spremitura. Salendo verso il Monte Subasio si arriva al Mortaro, dove pascolano le pecore da cui nasce il pecorino umbro. Più giù, in pianura, ci sono i campi di farro di Monteleone di Spoleto e i forni che ancora cuociono la torta al testo sulla pietra calda.

Per chi cucina, è un territorio che mette a disposizione una dispensa rara. Non sorprende che una produzione abbia deciso di girare proprio qui: le inquadrature della piazza valgono molto, ma vale ancora di più quello che si può raccontare alle spalle dei piatti.

Il centro storico nelle ore della troupe

Avere una troupe televisiva nel centro cambia il ritmo di Assisi, anche solo per due giorni. Le viabilità ordinarie sono modificate: la nota del Comune ha disposto la chiusura di Piazza del Comune, di parte di via Roma e ovviamente della piazzetta della Chiesa Nuova. Per chi sale in giornata, è bene mettere in conto qualche detour pedonale e parcheggiare un po’ più in basso del solito — i parcheggi di Porta Nuova, Saba e Mojano restano i più comodi per chi arriva da fuori.

Per chi invece soggiorna in città, queste sono le ore migliori. Il flusso dei turisti pendolari si ferma fuori dal centro, e camminare per le vie laterali (vicolo Sant’Andrea, via San Paolo, via San Rufino) diventa quasi un’esperienza di altri tempi. La pietra rosa del Subasio cattura la luce del pomeriggio, le campane scandiscono ore che sembrano più lente, e nei bar dietro Piazza Santa Chiara si trovano tavoli liberi anche alle cinque, quando di solito ad Assisi non se ne trova uno.

Panorama della valle umbra dalla rocca di Assisi al tramonto

Due giorni dopo

Quando le troupe smonteranno e i gazebi spariranno, Piazza Chiesa Nuova tornerà quella di sempre: un piccolo slargo dove le guide raccontano la storia della casa natale di Francesco e i visitatori entrano per qualche minuto a vedere la stanza dove, secondo la tradizione, il santo nacque nel 1181. Ma chi avrà visto il set, fra qualche mese, riconoscerà la cupola e i muri di pietra quando il programma andrà in onda. È uno di quei piccoli legami che restano: aver mangiato un piatto in un bar di Assisi e poi vedere, in tv, due cuochi cucinare a venti metri dallo stesso punto.

Soggiornare in centro, nei giorni delle riprese e dopo

Per chi vuole vivere Assisi con calma, le finestre migliori restano le mezze stagioni — aprile-giugno e settembre-ottobre — quando il caldo si fa abbordabile, le sere chiedono ancora una giacca leggera, e le piazze si riempiono nelle ore giuste senza diventare invivibili.

Per dormire dentro le mura, a pochi minuti a piedi sia dalla Piazza del Comune sia dalla Basilica di San Francesco, le nostre strutture ad Assisi sono pensate per chi cerca un soggiorno indipendente, con la libertà di una casa e l’attenzione di un piccolo boutique. Le Volte Deluxe, per esempio, si trova proprio nel cuore del centro storico, a un quarto d’ora di passeggio dalla Chiesa Nuova: utile sia per chi vuole curiosare attorno al set, sia per chi cerca un punto d’appoggio tranquillo per esplorare l’Umbria della cucina di cui MasterChef, per due giorni, ha portato un assaggio in piazza.

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