Basilica di Santa Chiara ad Assisi: il crocifisso che parlò a San Francesco
Scendendo da Piazza del Comune verso il lato opposto della collina di Assisi, la strada si apre su uno dei panorami piu fotografati dell’Umbria: una facciata a bande orizzontali rosa e bianche, sorretta da grandi archi di pietra che sembrano ali spiegate. E la Basilica di Santa Chiara, dedicata alla donna che a soli diciotto anni lascio la famiglia per seguire Francesco d’Assisi e fondo l’ordine delle Clarisse.
Meno affollata della Basilica di San Francesco ma altrettanto carica di storia, custodisce uno degli oggetti piu venerati della cristianita: il crocifisso che, secondo la tradizione, parlo al giovane Francesco.
Una basilica nata in fretta, dopo la morte di Chiara
Chiara mori l’11 agosto 1253 nel monastero di San Damiano, poco fuori le mura. Appena quattro anni dopo, nel 1257, la citta inizio a costruire una nuova basilica in suo onore, inglobando la preesistente chiesa di San Giorgio, dove Francesco stesso era stato sepolto in un primo momento e dove Chiara aveva ricevuto l’abito religioso dalle mani del santo.
I lavori, diretti dall’architetto Filippo da Campello (lo stesso che aveva lavorato alla Basilica di San Francesco), procedettero rapidi: gia nel 1260 il corpo di Chiara fu traslato sotto l’altare maggiore. La consacrazione ufficiale arrivo nel 1265, alla presenza di papa Clemente IV.
La facciata: pietra rosa del Subasio e contrafforti gotici
La facciata riprende lo schema della Basilica superiore di San Francesco, ma con un’identita propria. Le bande bianche e rosa sono ricavate dalla pietra del Monte Subasio, la stessa montagna che sovrasta la citta, ed e divisa in tre fasce orizzontali: portale, rosone, timpano.
Il dettaglio che piu colpisce, pero, sono i tre grandi archi rampanti aggiunti sul fianco sinistro nel Trecento (uno risale al 1351), quando la struttura mostro segni di cedimento. Sono un’aggiunta pratica, quasi un’ingegneria d’emergenza medievale, ma oggi sono diventati il tratto piu riconoscibile dell’edificio: viste dal basso, sembrano le costole di un grande animale di pietra.
La Cappella del Crocifisso: l’icona che parlo a Francesco
Il cuore spirituale della basilica e la Cappella del Crocifisso, ricavata proprio nei resti dell’antica chiesa di San Giorgio. Qui e custodito il celebre crocifisso di San Damiano: l’icona bizantina davanti alla quale, secondo la tradizione francescana, Francesco pregava quando udi la voce che gli chiedeva di “riparare la mia casa”. Le Clarisse lo portarono con se quando, nel 1257, si trasferirono dall’eremo di San Damiano al nuovo monastero accanto alla basilica.
Non e una copia: e l’originale che per secoli e rimasto a San Damiano prima di trovare qui la sua collocazione definitiva.
Gli affreschi e l’atmosfera della navata
L’interno, a navata unica, conserva affreschi trecenteschi della scuola di Giotto e di maestri umbri, oggi in parte frammentari a causa dei danni subiti nei secoli. La luce che filtra dal rosone centrale disegna sul pavimento in pietra un effetto che cambia con le ore del giorno: la mattina presto, quando i gruppi organizzati non sono ancora arrivati, e il momento migliore per percepirlo in silenzio.
La cripta: la tomba di Chiara e le sue reliquie
Sotto l’altare maggiore si scende nella cripta neogotica, costruita nella seconda meta dell’Ottocento e ristrutturata nel 1935. Qui riposa il sarcofago con il corpo di Santa Chiara, riportato alla luce il 23 settembre 1850 dopo essere rimasto nascosto per sei secoli: un accorgimento voluto dalle stesse Clarisse per proteggerlo da eventuali profanazioni.
In un’ala della cripta e conservato anche il piccolo reliquiario del monastero: ciocche di capelli di Chiara, la tonaca e il velo che indossava, e persino alcuni indumenti di Francesco cuciti dalle sue stesse mani, quando l’amicizia spirituale tra i due santi si traduceva ancora in gesti quotidiani.
Come arrivare: da Piazza del Comune in dieci minuti a piedi
La basilica si raggiunge facilmente a piedi dal centro. Da Piazza del Comune, cuore civile della citta con il Tempio di Minerva e la sua fontana dei leoni, si scende lungo Corso Mazzini fino a Piazza Santa Chiara: circa dieci minuti di cammino tranquillo, tutto in discesa, tra le vetrine delle botteghe di ceramica del centro storico.

Dalla piazza antistante la basilica si apre anche un bel punto panoramico sulla valle umbra, ideale per una pausa prima o dopo la visita.
Info pratiche
- Ingresso: libero, senza prenotazione
- Orari: generalmente dalla mattina fino a sera, con una pausa nella prima parte del pomeriggio; gli orari variano leggermente tra stagione estiva e invernale, meglio verificare sul sito ufficiale del monastero prima della visita
- Regole: non e consentito fotografare all’interno della cappella del Crocifisso e della cripta; come in tutti i luoghi di culto di Assisi, spalle e ginocchia coperte e silenzio sono richiesti
- Quando andare: la mattina presto o dopo le 17, quando i pullman organizzati hanno gia lasciato la citta
Chi soggiorna nel centro storico puo raggiungere sia Santa Chiara che San Francesco a piedi in pochi minuti, e dedicare il resto della giornata a luoghi piu silenziosi, come il Bosco di San Francesco appena fuori le mura.
Per un soggiorno nel cuore di Assisi, a due passi da entrambe le basiliche, scoprite le nostre case nel centro storico.






