Castel Sant'Angelo a Roma al tramonto con il ponte e il Tevere

Un Caravaggio raro a Roma: il Ritratto di Maffeo Barberini in mostra gratis fino al 21 giugno

Per poche settimane, nel cuore di Roma, si può vedere da vicino un dipinto che fino a poco tempo fa quasi nessuno aveva potuto ammirare. È il “Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini”, uno dei rarissimi ritratti usciti dal pennello di Caravaggio, da poco acquistato dallo Stato italiano per trenta milioni di euro. Prima di entrare stabilmente a Palazzo Barberini, l’opera è esposta gratuitamente alla Biblioteca del Senato, a due passi dal Pantheon, fino al 21 giugno 2026. Vale la deviazione.

Un ritratto che ha aspettato secoli

Il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini di Caravaggio: un giovane prelato seduto che tende la mano destra
Caravaggio, «Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini» (1598 circa). Immagine di pubblico dominio.

Caravaggio ha lasciato poche decine di opere certe, e fra queste i ritratti veri e propri si contano sulle dita di una mano. Questo è uno di loro. Dipinto intorno al 1598, quando l’artista lombardo era ancora un giovane in cerca di fama a Roma, il quadro è rimasto per decenni in una collezione privata fiorentina, lontano dagli occhi del pubblico e quasi inaccessibile agli studiosi.

Fu Roberto Longhi, uno dei più grandi storici dell’arte del Novecento, a riconoscerlo nel 1963 come un’opera fondamentale, uno dei momenti fondativi della ritrattistica moderna. Per il pubblico, però, l’attesa è stata lunghissima: il dipinto è stato mostrato per la prima volta solo nel 2024, e nel marzo 2026, dopo più di un anno di trattativa con i proprietari, è finalmente diventato patrimonio di tutti.

Davanti alla tela vale la pena soffermarsi su come Caravaggio costruisce la presenza del personaggio: la luce taglia il volto e la veste, una mano resta sospesa in un gesto interrotto, lo sguardo sembra rivolto a qualcuno appena fuori campo. Non è la posa solenne e immobile dei ritratti dell’epoca, ma un istante colto dal vivo. È proprio questa naturalezza, rivoluzionaria allora, a far parlare gli studiosi di una svolta nella storia del ritratto.

Chi era Maffeo Barberini

La cupola di San Pietro a Roma vista dal Tevere con un ponte in primo piano

L’uomo del ritratto ha una trentina d’anni e indossa l’abito di chierico della Camera Apostolica. È colto nel pieno di una carriera in ascesa, e quella carriera lo porterà molto lontano: nel 1623 Maffeo Barberini verrà eletto papa con il nome di Urbano VIII. Sotto il suo pontificato Roma diventa la capitale del barocco.

È lui a chiamare a corte Gian Lorenzo Bernini e ad affidargli, fra le altre cose, il grande baldacchino bronzeo sopra l’altare di San Pietro. Le api dello stemma di famiglia, i Barberini, finiscono scolpite su fontane, palazzi e monumenti in mezza città. Guardare questo ritratto, allora, vuol dire guardare in faccia da giovane l’uomo che di lì a poco avrebbe disegnato il volto barocco di Roma.

Dove e quando vederlo

L’opera è esposta nella Sala Capitolare della Biblioteca del Senato, all’interno di Palazzo della Minerva, in Piazza della Minerva: la piazzetta appena dietro il Pantheon, riconoscibile per il piccolo elefante che regge un obelisco, disegnato proprio da Bernini.

  • Date: dal 28 maggio al 21 giugno 2026
  • Orari: da lunedì a venerdì 10:00–20:00; sabato, domenica e il 2 giugno 10:00–18:00
  • Ingresso: gratuito, senza prenotazione

Conviene andarci nelle prime ore del mattino o poco prima della chiusura, quando la sala è meno affollata: davanti a un’opera così, qualche minuto di calma fa la differenza.

Un quadro e una passeggiata

Piazza Navona a Roma deserta all'alba con l'obelisco e la fontana barocca

Il bello è che la mostra cade nel punto giusto della città. Usciti dalla Biblioteca del Senato, in pochi minuti a piedi si raggiungono il Pantheon, Piazza Navona con la sua fontana di Bernini e i vicoli del centro storico. Si può costruire una mezza giornata barocca senza prendere un solo mezzo, passando dal ritratto di un futuro papa alle piazze che quello stesso barocco lo hanno inventato.

Altri Caravaggio a Roma, sempre gratis

E se il ritratto accende la voglia di vedere altro, Roma è una delle poche città al mondo dove si possono ammirare capolavori di Caravaggio gratuitamente, nelle stesse chiese per cui furono dipinti.

  • A San Luigi dei Francesi, vicino a Piazza Navona, la Cappella Contarelli custodisce tre tele dedicate a San Matteo, fra cui la celebre Vocazione: una monetina accende le luci.
  • A Sant’Agostino, a pochi passi, si trova la Madonna dei Pellegrini, con i suoi fedeli dai piedi scalzi e impolverati che scandalizzarono i contemporanei.
  • A Santa Maria del Popolo, nella Cappella Cerasi, la Conversione di San Paolo e la Crocifissione di San Pietro mostrano il Caravaggio più drammatico.

Tutte e tre le chiese sono nel centro storico, a distanza di passeggiata l’una dall’altra, e l’ingresso è libero. È un piccolo museo diffuso a cielo aperto che, in pochi anni di soggiorni a Roma, vale da solo il viaggio.

Una base nel cuore di Roma

Per cogliere occasioni come questa, una mostra gratuita che dura poche settimane, conviene avere una base nel centro della città e poterci arrivare a piedi, senza dipendere dai mezzi o dal traffico. Le nostre strutture a Roma sono pensate per chi vuole vivere la città con questo ritmo: uscire la mattina presto, quando le sale e le piazze sono ancora vuote, e rientrare quando si vuole. Un Caravaggio appena entrato nel patrimonio pubblico, esposto gratis a due passi da casa, è esattamente il genere di sorpresa che Roma sa regalare a chi la abita anche solo per qualche giorno.

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